Carmelo Bene è l’amico che tutti avremmo voluto avere: quello impossibile che (non) avrebbe sopportato questa contraddizione che è la vita nel suo farsi e disfarsi, giorno, notte, mattina, pomeriggio, sera… Per lui esisteva solo la notte, luminosissimo nella notte il Carmelo, il monte Carmelo, il gigante… se fosse un palazzo lo crederebbero.
Intanto facciamo beate anche le piazze e non ci vergognano di fasciare dei fantocci in tricolore perché di sud del sud dei santi ne esiste solo uno: di fuoco freddo, chiuso, nascosto…
Ma in effetti tutto questo sproloquiare nasconde il dubbio amletico che è una certezza: si può dire pochissimo, quasi nulla, sulla (non) vita.
V’è una nostalgia della cose che non ebbero mai un cominciamento.
Per Carmelo Bene – un omaggio
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